#Ebaskolario: Théatron

Non si può pensare a un vocabolario teatrale come questo senza parlare della parola principale: il teatro.

Quel luogo che tanto ci è mancato durante questa pandemia, quello spazio che non è sempre preso nella giusta considerazione che meriterebbe, come abbiamo detto nella precedente “puntata” di questa rubrica (per chi si fosse perso la prima parola dell’Ebaskolario, può recuperare qui).

Il teatro, come edificio e come forma di linguaggio artistico, è un’invenzione dei Greci, anche se delle forme ancestrali sono presenti fin da quando l’uomo ha realizzato di essere speciale e complesso, dotato della necessità impellente di comunicare con gli altri suoi simili. Il teatro come lo conosciamo oggi deriva dalla graduale laicizzazione delle rappresentazioni teatrali, in origine concepite come riti o “misteri”. In queste occasioni non c’era la distinzione tra attore e spettatore, i due elementi-base della relazione che ci fanno dire “questo è uno spettacolo teatrale”. Ovviamente c’era una distinzione tra chi svolgeva una parte attiva e chi assisteva, era testimone di quanto stesse accadendo.

Questo è l’elemento centrale: teatro, in greco il théatron, è il luogo della visione. In virtù di ciò, la sua funzione non è di riprodurre la realtà come pensiamo che sia, ma di aprire il nostro sguardo facendoci vedere (o intuire) quello che non riusciamo a cogliere al primo impatto. Da qui si spiega il valore intrinsecamente rituale che resta nel teatro, dalla sua origine ad oggi. Infatti, a prescindere dallo spirito con cui andiamo a teatro (intrattenimento, socialità, per la curiosità di vedere un preciso spettacolo/artista/compagnia), il teatro è tale quando ci permette di provare meraviglia, cioè di vivere l’esperienza di un’epifania o rivelazione.

Pubblicato da news/blog Teatro Ebasko

Nato a Bologna nel 2015, sceglie il suo nome dal greco antico ἡβάσκω: “prendere forza, divenire giovani”. Teatro Ebasko è un gruppo di ricerca teatrale che attraverso la sperimentazione di differenti linguaggi artistici investiga le funzionalità del corpo in scena. Mira a valorizzare la connessione tra musica e teatro in uno slancio di rinnovamento continuo. Intendiamo l’idea di “prendere forza” come sinonimo di acquisire progressivamente conoscenza e tecnica; il riferimento principale è il sentimento di gioventù che come pionieri adolescenti ci spinge alla volontà di scoperta. Il gruppo predilige la dimensione del laboratorio permanente, radicato al territorio circostante e in confronto quotidiano con la società; trova nella creazione di spettacoli lo strumento migliore per condividere e creare consapevolezza, nell’intento di rafforzare l’esperienza collettiva e prendere coscienza di quella individuale.

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