#Ebaskolario: l’Orchèstra

Oggi la parola orchestra richiama alla mente un gruppo di strumentisti in abito elegante e alle prese con legni, ottoni e percussioni. Ma in origine la parola “orchestra” si riferiva alla porzione circolare e centrale della scena. Il palcoscenico di un teatro al chiuso dei nostri giorni.

Orchestra deriva dal verbo greco “orchèomai” che significa “danzare”: l’orchestra, dunque, era il luogo della danza, il luogo della musica dionisiaca. Non a caso, al centro dell’orchestra era situato un altare in onore a Dioniso, il “thyméle”.

La funzione dell’orchestra era quella di accogliere il coro, l’elemento fondamentale della drammaturgia arcaica, e gli attori che con il tempo hanno assunto un peso maggiore rispetto ai membri del coro. Possiamo considerare l’orchestra, dunque, come il punto di congiunzione tra lo spazio riservato agli spettatori, i quali sedevano sulle gradinate della cavea per molte ore di seguito (ricordiamo che nelle rappresentazioni teatrali venivano messe in scena tre tragedie e una commedia), e lo spazio deputato alla rappresentazione. La cavea, infatti, non circondava completamente l’orchestra, ma costituiva un semicerchio che si fermava al punto della “skené”, la scena o “tenda”. La skené era un fondale che assolveva a due funzioni: una era legata alla necessità drammaturgica di creare un fondale, una scenografia. L’altra era una funzione pratica e comoda per gli attori, i quali potevano cambiarsi il costume dietro la skené.

Con l’evolversi del teatro greco nell’età ellenistica e la sua diffusione nel mondo romano, l’orchestra tenderà a diventare una porzione di spazio sempre più piccola, fino al punto da perdere di significato con la scomparsa del coro nelle opere tragiche.

Pubblicato da news/blog Teatro Ebasko

Nato a Bologna nel 2015, sceglie il suo nome dal greco antico ἡβάσκω: “prendere forza, divenire giovani”. Teatro Ebasko è un gruppo di ricerca teatrale che attraverso la sperimentazione di differenti linguaggi artistici investiga le funzionalità del corpo in scena. Mira a valorizzare la connessione tra musica e teatro in uno slancio di rinnovamento continuo. Intendiamo l’idea di “prendere forza” come sinonimo di acquisire progressivamente conoscenza e tecnica; il riferimento principale è il sentimento di gioventù che come pionieri adolescenti ci spinge alla volontà di scoperta. Il gruppo predilige la dimensione del laboratorio permanente, radicato al territorio circostante e in confronto quotidiano con la società; trova nella creazione di spettacoli lo strumento migliore per condividere e creare consapevolezza, nell’intento di rafforzare l’esperienza collettiva e prendere coscienza di quella individuale.

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