#Ebaskolario: Choròs

Il coro. Un’altra parola teatrale di origine greca che ha subìto, nel corso del tempo, un significato e una funzione diversa rispetto al passato. Oggi, infatti, la parola “coro” rimanda a un’azione che si svolge in uno spazio e in un contesto liturgico, come una messa.

In varie occasioni, il teatro contemporaneo ha dato nuovamente centralità e valore alla presenza del coro in scena. Ma cos’era il coro? E perché era tanto importante nella drammaturgia greca? Scopriamolo insieme con #Ebaskolario: il vocabolario teatrale in pillole di Teatro Ebasko!

Nell’ambito del teatro greco antico, il coro è un gruppo omogeneo di personaggi che agisce collettivamente sulla scena. L’importanza del coro è testimoniata dalla sua presenza in tutti e tre i generi teatrali dell’antica Grecia: la tragedia, la commedia e il dramma satiresco. In genere, i membri del coro (detti corèuti) rappresentavano persone comuni, eroi mitologici o, nel caso della commedia, anche animali o entità ultraterrene. Nella tragedia, il coro dava voce all’istanza dei cittadini che commentava o criticava apertamente il comportamento dell’eroe tragico, reo di avere commesso un atto illecito o di tracotanza contro il destino e il volere divino (la cosiddetta “hybris”).

Il coro entrava nell’orchestra all’inizio dello spettacolo da due corridoi (i parodoi) coperti posti tra le gradinate del pubblico e l’orchestra, per poi restare nell’orchestra stessa per tutta la durata della rappresentazione.

Nonostante la sua compattezza, il coro aveva una figura che fungeva da rappresentante: il corifèo. Il suo compito principale era quello di guidare il coro e, talvolta, di instaurare un dialogo con gli attori in rappresentanza di tutto il coro.

Quanti erano i membri del coro?

Il numero dei componenti era solitamente

• dodici nella tragedia, poi diventati quindici con Sofocle,

• ventiquattro nella commedia.

I coreuti indossavano delle maschere e dei costumi, più o meno vistosi ed elaborati a seconda dei personaggi rappresentati.

Per concludere, l’altro elemento caratterizzante del coro era il testo recitato: mentre le parti per gli attori sono scritte in una misura metrica chiamata “trimetro giambico”, che corrisponde oggi a un recitativo, quelle del coro sono parti cantate in metri lirici e accompagnate dalla musica.

Pubblicato da news/blog Teatro Ebasko

Nato a Bologna nel 2015, sceglie il suo nome dal greco antico ἡβάσκω: “prendere forza, divenire giovani”. Teatro Ebasko è un gruppo di ricerca teatrale che attraverso la sperimentazione di differenti linguaggi artistici investiga le funzionalità del corpo in scena. Mira a valorizzare la connessione tra musica e teatro in uno slancio di rinnovamento continuo. Intendiamo l’idea di “prendere forza” come sinonimo di acquisire progressivamente conoscenza e tecnica; il riferimento principale è il sentimento di gioventù che come pionieri adolescenti ci spinge alla volontà di scoperta. Il gruppo predilige la dimensione del laboratorio permanente, radicato al territorio circostante e in confronto quotidiano con la società; trova nella creazione di spettacoli lo strumento migliore per condividere e creare consapevolezza, nell’intento di rafforzare l’esperienza collettiva e prendere coscienza di quella individuale.

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